icona  Il volume è stato presentato alle scuole il 2 Dicembre

“FUMO NERO” A MARCINELLE - IL LIBRO DI PAOLA CECCHINI E LE TESTIMONIANZE DEI MINATORI MARCHIGIANI

Sabato 2 dicembre è stato presentato il libro 'Fumo nero - Marcinelle 1956-2006' nell’ambito delle iniziative della II Giornata delle Marche, scritto da Paola Cecchini ed edito dalla Regione Marche.

Presentazione_Fumo_Nero5.jpgNella splendida cornice della Sala della Repubblica del Teatro Rossini di Pesaro, è stato presentato sabato mattina 2 dicembre, 'Fumo nero - Marcinelle 1956-2006', edito dalla Regione Marche e scritto dalla giornalista Paola Cecchini.

L’iniziativa è stata introdotta dall’Assessore alla Cultura del Comune di Pesaro Luca Bartolucci, mentre la Consigliera regionale Adriana Mollaroli, presidente della I commissione consiliare “Cultura” ha illustrato al pubblico il significato ed il valore della Giornata delle Marche, nell’ambito delle cui manifestazioni la presentazione del libro si inserisce.

Presentazione_Fumo_Nero3.jpgMediatore del convegno il dr. Raimondo Orsetti, dirigente del Servizio Cultura-Marchigiani nel mondo che ha letto al pubblico - composto per gran parte da studenti degli istituti superiori pesaresi-il messaggio di auguri e saluti inviato all’autrice, agli organizzatori ed a tutti i presenti, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero degli Italiani nel Mondo; “Fumo nero-Marcinelle 1956-2006” (264 pagine con 62 fotografie) ricostruisce, attraverso interviste, testimonianze ed excursus storici, due eventi importanti per la storia dell'emigrazione italiana e marchigiana in Belgio: il sessantenario della stipula del primo protocollo italo-belga, passato alla storia come accordo uomo-carbone (23 giugno 1946), ed il cinquantenario della tragedia mineraria del Bois du Cazier a Marcinelle (8 agosto 1956), che del primo é diretta conseguenza.

L’attore e doppiatore Luca Violini ha poi catturato l’attenzione dei presenti con “1035 Tutti cadaveri”, lettura teatrale che ha riportato la platea indietro di cinquant’anni: una testimonianza struggente di vita ardua ed estremamente pericolosa, tanto da far dire ai belgi del periodo: “Preferisco vedere mio figlio morire sotto che in treno che vederlo lavorare in miniera”. 

FumoNero.jpgIl libro "Fumo Nero" già scaricabile via internet dal sito www.lemarchenelmondo.info, rappresenta il secondo atto del progetto Phoenix-Viaggio nella memoria, ideato dalla Regione Marche al fine di raccontare l'emigrazione marchigiana nel mondo, è corredato da un glossario minerario, da un'appendice documentaria, un'appendice giornalistica (che fa rivivere quanto successo all'epoca delle varie sciagure), e da una corposa appendice statistica. Il libro riporta le testimonianze delle famiglie delle dodici vittime marchigiane: nove originarie della provincia di Pesaro e Urbino, due della provincia di Macerata, una di quella anconetana.

Erano tutte addette all'estrazione di fondo, tranne Sisto Antonini (che lavorava come muratore a quota 1.100 di profondita`) e Davilio Scortechini, cui - già malato di silicosi - era riservato un posto di ascensorista, estremamente sicuro, secondo quanto riferì alla sorella Maria il mese prima, tranne che in caso di incendio. Tra loro figurava anche Filippo Talamelli di Fano, il quale - pur non essendo in servizio quella mattina - non esitò a scendere nel pozzo con i soccorritori quando realizzò che amici e compaesani vi erano rimasti sepolti.

 

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche


      
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