icona  Il volume era stato presentato in anteprima il 2 dicembre a Pesaro all'interno della Giornata delle Marche

Paola_Cecchini.jpgCon la presentazione di Fumo nero”, edito dalla Regione Marche e scritto dalla giornalista Paola Cecchini, si è conclusa il 17 dicembre la mostra Marcinelle. Cinquant’anni dopo, organizzata presso Villa Borromeo Visconti Litta di Lainate (Mi), ed inaugurata l’11 novembre scorso dal vice ministro agli Affari Esteri Franco Danieli.

La mostra - curata dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Lainate per commemorare la tragedia del Bois du Cazier di Marcinelle, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario - si è articolata su documenti e reperti del museo minerario di Nembro (Bg) e sulle tele di Giuseppe Flangini che ha conosciuto personalmente la dura realtà della miniera.

Il volume è stato presentato dalla stessa autrice, Paola Cecchini, dopo un'introduzione della professoressa Anna Maria Rossi Castaldi, dell'Università Cattolica di Milano. Sarà inoltre presente un gruppo di ex-minatori belgi, che porteranno le loro personali testimonianze.

In “Fumo nero”, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero degli Italiani nel mondo, la storia dei bacini carboniferi belgi si alterna alle interviste che rievocano l’arruolamento, il viaggio, l’arrivo, gli incidenti e le malattie degli emigranti: storie di vita dura, tanto da far dire ai belgi dell’epoca:Preferisco vedere mio figlio morire sotto il treno che saperlo in miniera”.

Il Volume ricostruisce, attraverso interviste, testimonianze ed excursus storici, due eventi importanti per la storia dell'emigrazione italiana e marchigiana in Belgio: il sessantenario della stipula del primo protocollo italo-belga, passato alla storia come accordo uomo-carbone (23 giugno 1946), ed il cinquantenario della tragedia mineraria del Bois du Cazier a Marcinelle (8 agosto 1956), che del primo é diretta conseguenza.

FumoNero.jpgParticolare attenzione è riservata alle famiglie delle dodici vittime marchigiane, morte durante la sciagura nel cosiddetto "pays de la cocagne" (come veniva chiamato al tempo). Erano tutte addette all'estrazione di fondo, tranne Sisto Antonini (che lavorava come muratore a quota 1.100 metri di profondità) e Davilio Scortechini, cui - già malato di silicosi - era riservato un posto di ascensorista, estremamente sicuro, secondo quanto riferì alla sorella Maria il mese prima, tranne che in caso di incendio.

Tra loro figurava anche Filippo Talamelli di Fano, il quale - pur non essendo in servizio quella mattina - non esitò a scendere nel pozzo con i soccorritori quando realizzò che amici e compaesani vi erano rimasti sepolti.

Il libro – che costituisce il secondo atto del Progetto regionale Phoenix-Viaggio nella memoria, volto a raccontare l'emigrazione marchigiana nel mondo- é corredato da un glossario minerario, da un'appendice documentaria, un'appendice giornalistica (che fa rivivere quanto successo all'epoca delle varie sciagure), e da una corposa appendice statistica.

Il libro "Fumo nero-Marcinelle 1956-2006" è interamente scaricabile on line dal sito www.lemarchenelmondo.info.


      
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