icona  L'Energia delle Marche, gli impegni presi, quelli per il futuro e le priorità

Buongiorno,

Spacca_Saluzzi.JPGSono lieto di poter rivolgere il più convinto benvenuto alla Seconda Giornata delle Marche a Voi, a tutti i marchigiani che risiedono nella nostra Regione ed a quelli che oggi festeggiano con le loro associazioni e tanto entusiasmo nelle piazze di Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Uruguay e Venezuela.

Siamo arrivati ad un nuovo appuntamento. Era stato facile sull’onda dell’entusiasmo organizzare la 1° edizione. Ma ora siamo stati capaci di proseguire e di consolidare questa iniziativa in cui esprimiamo l’orgoglio di essere marchigiani. Di vivere una regione meravigliosa, che grazie all’energia della propria comunità, anno dopo anno, cresce e conquista nuovi primati positivi, misurandosi testa a testa con le aree più evolute d’Europa.

Non so se sia una semplice correlazione temporale - bisognerà sicuramente approfondire l’argomento in una sede più scientifica - ma da quando, con l’istituzione della Regione, all’inizio degli anni ‘70, abbiamo cominciato a pensare la nostra comunità unitariamente, superando progressivamente logiche frammentarie e isolazionistiche, si è dispiegato un processo di crescita che ci ha portato a scalare le vette delle classifiche di qualità ambientale, sicurezza sociale e sviluppo economico.

In questa 2° edizione, insieme alle associazioni dei marchigiani del Belgio, abbiamo celebrato il lavoro, la creatività della nostra gente, la sua operosità e determinazione, nello scenario europeo ed internazionale. E grazie ai Maestri e ai Cavalieri del Lavoro che ci onorano con la loro presenza. Il lavoro è sicuramente la risorsa più preziosa in nostro possesso. Dobbiamo contribuire a tutelarla e valorizzarla. Migliorando costantemente la dotazione di capitale umano e sociale, attraverso investimenti in educazione formazione, ma anche assicurando crescente sicurezza del lavoro e sul lavoro.

gdm.jpgSiamo partiti con tanta commozione nel ricordo dai drammatici fatti di Marcinelle per riflettere su questi argomenti, ed oggi arriviamo a Pesaro, in uno dei distretti economici più forti della nostra regione.

Abbiamo scelto Pesaro, perché la giornata delle Marche è anche giornata d’identità, in cui si rafforzano i legami di cooperazione. Qui, più che altrove, possiamo dare simbolo e significato alla nostra volontà di unità. Al rafforzamento delle relazioni tra Istituzioni, tra Istituzioni e Comunità, tra territori ed autonomie, tra forze sociali e categorie produttive.

Consapevoli che nessuno può sopravvivere in solitudine, in un’orbita eccentrica di illusorio protagonismo, ma che si può continuare a crescere soltanto tutti insieme in una prospettiva armonica e condivisa che trova la sua sintesi naturale nell’equilibrio strategico definito dalla comunità regionale e dalle sue Istituzioni, impegnate ad offrire ad ogni cittadino ed a ogni territorio uguali possibilità di sviluppo. Senza privilegi o sovraordinazioni. Come si conviene ad una città-regione o se preferite ad un modello policentrico, orgoglioso di esserlo.

Siamo qui, dunque, per superare residui separatismi e acquisire ancora più forte consapevolezza dell’energia che le Marche possiedono:

·       per proiettare la nostra regione unitariamente all’esterno;

·       per conquistare spazi più ampi di considerazione nella politica nazionale ed europea;

·       per allargare i nostri orizzonti verso l’area adriatica e mediterranea;

·       per avere più infrastrutture e più sistemi logistici su cui poggiare la crescita della regione più industriale d’Italia, come noi siamo;

·       per conquistare nuove quote di mercato che rechino migliore occupazione e maggior reddito ai cittadini, alle famiglie ed alle imprese delle Marche.

Spacca_3.JPGE’ già trascorso un anno. Lo scorso 10 dicembre prendemmo tre impegni:

1. sviluppare una strategia di consolidamento finanziario, per liberare risorse e servizi a vantaggio dei cittadini;

2. alzare il nostro livello di rappresentanza per ottenere più risorse finanziarie, visto che ci ponevamo agli ultimissimi posti per trasferimenti avuti in precedenza sia in Italia che in Europa;

3.consolidare le nostre prospettive verso Est, avviando l’Euroregione adriatica.

Possiamo essere soddisfatti.

1. Abbiamo ridotto l’indebitamento della nostra Regione.

2. Abbiamo restituito ai marchigiani una parte delle risorse fiscali loro chieste per far fronte alle necessità della nostra sanità, con un taglio delle tasse che va oltre 43 milioni di euro.

3. Abbiamo dato più semplicità agli apparati amministrativi, così:

-sono state ridotte le strutture dirigenziali ed i Consigli di amministrazione;

-liquidate società ed enti che non rispondevano ad interessi strategici;

-ridotte drasticamente le consulenze esterne.

Premiazione.JPGSi è consolidata la sicurezza sociale della nostra regione e la sua coesione.

Tale azione di governo orientata al rigore ed alla responsabilità è stata certificata dalla magistratura contabile della Corte dei Conti, che quest’anno scrive “senz’altro positiva appare la circostanza che le Marche siano fra le Regioni che destinano la minore quota parte del bilancio regionale ai servizi istituzionali, cioè alle spese per le strutture di supporto all’azione programmatica e gestionale”. Abbiamo anche aumentato il nostro “peso politico” sia Roma che a Bruxelles, ottenendo maggiori risorse in una congiuntura particolarmente sfavorevole.

Dall’Europa abbiamo ottenuto 675 milioni di euro per il prossimo sessennio 2007-2013, più del precedente periodo che si chiude quest’anno. Risultato straordinario se si pensa che con l’allargamento dell’Europa da 15 a 25, gran parte di queste risorse sono finite ai Paesi dell’Est che presentano indicatori di maggiore criticità. Siamo stati così l’unica Regione d’Italia ad avere significativamente incrementato le proprie risorse, mentre 17 regioni su 20 le hanno diminuite consistentemente.

Ma con l’Europa abbiamo anche attivato innovative linee di credito, come i Fondi Bei per l’ammodernamento del nostro sistema idrico e la qualificazione delle strutture di accoglienza turistica. Nel rapporto con il Governo Nazionale abbiamo chiuso positivamente una difficile trattativa assicurandoci 2.508 milioni di euro sul fondo sanitario, con una crescita di +4,2%, su base triennale, su un capitale che rappresenta circa l’80% del bilancio regionale.

Spacca_Shumova_3.jpgIl nuovo protagonismo esterno della Regione ha coinciso anche con il rilancio della strategia di apertura ad Est, quale autentica via di sviluppo e di “politica internazionale”, in coerenza con le tendenze dello scenario globale che ci portano verso i Balcani, Russia e Cina. In proposito vorrei rivolgere un saluto a Tatiana Shudowa, Presidente fondazione Russa della Cultura.

Particolarmente importante in questa prospettiva è stata la costituzione della Regione Euroadriatica nel luglio del 2006. Le Marche sono componenti del comitato esecutivo e candidate al Segretariato dell’Adriatico. Abbiamo così collocato la nostra regione al centro di una strategia che vuol affermare il protagonismo dell’Adriatico nelle grandi scelte di sviluppo dell’Europa.

Guardando al prossimo anno, e rispettando la regola del tre, aggiungiamo altre priorità per il 2007:

1. l’avvio del nuovo Piano sanitario regionale, finalizzato alla qualificazione dei servizi; all’affermazione del principio di una loro ancora maggiore equa distribuzione ed appropriatezza; all’integrazione socio-sanitaria riconoscendo il protagonismo del territorio;

2. il potenziamento della rete infrastrutturale marchigiana, che significa avvio dei lavori della 3° corsia, progettazione delle trasversali Fano-Grosseto, Ancona-Perugia e Civitanova-Foligno, e della variante alla SS16 e Mezzina. 

3. avvio del progetto BEI/strutture di accoglienza, con il sostegno finanziario agli investimenti finalizzati al miglioramento della nostra offerta turistica.

Come vedete, nonostante le difficoltà, la fiducia e l’ottimismo non ci abbandonano. Sia perché in questo momento il Card. Sebastiani sta affidando la nostra comunità alla benevolenza della Santa Madre, la cui casa si deposita a Loreto proprio in questa giornata.

Sia perché abbiamo la consapevolezza di poter contare su una comunità straordinaria per senso di responsabilità e generosità, fortemente protesa a guardare avanti e conquistare nuovi spazi. Questa è la Giornata delle Marche. La Giornata di una Regione unita, forte e consapevole del fatto che “esiste sempre un momento in cui si aprono le porte… ed il futuro entra”.

Questo è il tempo dei giovani, che nelle scuole sono stati i protagonisti di questa giornata. A lori ed ai loro insegnanti va un ringraziamento del tutto particolare. Giovani e scuola che saranno ancora più protagonisti nella 3° edizione a loro specificamente dedicata, che vivremo in collegamento tra Ascoli Piceno ed il Canada.

A tutti voi  grazie per vivere insieme così interamente questa giornata.

Gian Mario Spacca
Presidente Giunta
Regione Marche

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche

 


      
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