icona  Francesco Bellini: il marchigiano che in Canada si è distinto riceverà il Picchio D'Oro

Il Picchio d'Oro ha un nome: Francesco Bellini che sarà premiato il 10 dicembre a Pesaro. All'imprenditore marchigiano che in Canada si è fatto valere sarà consegnata una scultura di Arnaldo Pomodoro.

Il Presidente della Regione Gian Mario Spacca ha accolto con molto piacere la notizia che la Commissione di valutazione istituita  e composta dai consiglieri regionali Adriana Mollaroli, Katia Mammoli, Vittoriano Solazzi, Fabio Pistarelli e Franco Capponi, abbia individuato in  Francesco Bellini il personaggio più adatto a ricevere il Premio Il Picchio d'Oro. 

Francesco Bellini,  marchigiano emigrato in Canada nel 1967, sarà premiato il 10 dicembre prossimo, nel corso della cerimonia ufficiale della Giornata delle Marche 2006 che si terrà a Pesaro, al Teatro Rossini.

Il Picchio d'oro, una scultura realizzata quest'anno dallo scultore Arnaldo Pomodoro, è il riconoscimento che in occasione della Giornata delle Marche viene consegnato dalla Regione ad una personalita` marchigiana che si distingue nel mondo, nel suo settore professionale.

 

Il Premio diventerà quest'anno anche un ideale testimone da traghettare la Giornata delle Marche alla prossima edizione del 2007, dedicata ai marchigiani del Canada.

Bellini.jpgIl riconoscimento verrà infatti consegnato dal Presidente della Regione, Gian Mario Spacca a Francesco Bellini, lo scienziato-imprenditore farmaceutico, emigrato a Montreal all'età di 21 anni. 

Nato ad Ascoli Piceno 58 anni fa, parte nel `67 dalla sua città per raggiungere i genitori in Canada, con in tasca un diploma di perito chimico. Si laurea poi in chimica a Montreal e prosegue con un dottorato di ricerca in chimica organica.

 

Trova lavoro come ricercatore in una multinazionale Usa, ma decide di rimanere a Montreal quando, nel 1982, gli uffici del gigante farmaceutico si trasferiscono a Princetown. Pur avendo la possibilità di trasferirsi negli Stati Uniti con un buono stipendio rimane e si mette in proprio.

 

Bellini, sposato con una compagna di scuola nata anche lei in Italia e due figli maschi, è ora considerato una sorta di 'guru' delle biotecnologie applicate alla medicina, avendo tra l`altro depositato, nel corso della sua lunga carriera, oltre 20 brevetti e fondato importanti societa` conosciute in tutto il mondo della Scienza e della Medicina.

Una lunga carriera, quindi, di ricercatore e imprenditore che poteva essere arrivata al culmine nel 2000 con la vendita, per 6 miliardi di dollari, della sua prima società, la Biochem Pharma, quotata alla Borsa di Toronto e di New York, con un successo dovuto in particolare ad un antivirale che anche oggi è il prodotto piu' utilizzato per combattere l'Aids.

 

Voleva ritirarsi e invece con la tenacia e la voglia di lavorare tutta marchigiana dopo tre mesi Bellini ha fondato un'altra società, la Neurochem, specializzata in cure per l'Alzheimer, di cui è presidente e amministratore delegato: `'cosi' sono tornato sul palcoscenico...'', confessa.

Spacca_Bellini_4.JPGE fonda anche altre imprese che gli ricordano la sua regione, Picchio International, la propria società di portafoglio privato, e la Picchio Pharma, di cui la famiglia dell``industriale è azionista al 50% con Power Corporation, il più grande gruppo finanziario canadese.

 

Nominato da Carlo Azeglio Ciampi Cavaliere del lavoro nel 2005, Bellini ha ricevuto le massime onorificenze anche dal Governo canadese, oltre che lauree honoris causa da molte Universita`.

Un uomo a cui piacciono le sfide, non solo imprenditoriali: è un tifoso di calcio e organizza tornei di calcetto amatoriali 'Italia 'Canada' nella sua Ascoli Piceno, dove torna in estate a trovare i genitori rientrati in patria.

Autore anche di trattati e articoli scientifici, Francesco Bellini, doppia nazionalità  italiana e canadese, si sente a casa 'sia qui che in Canada'' ed è rimasto una persona alla mano anche se per il suo successo professionale è ormai cittadino del mondo.

 

Non gli piace parlare di `fuga di cervelli' dal nostro Paese, ma non accetta neanche la voglia di sicurezza dei giovani italiani che si affidano troppo ai genitori: `'Quando ho lasciato la multinazionale per cui lavoravo ho rischiato, ma bisogna farlo e avere fiducia in se stessi. Ora potrà aggiungere ai suoi prestigiosissimi riconoscimenti attribuitegli nel corso della sua carriera di scienziato imprenditore, un altro Picchio, d'oro, quello delle sue Marche.

 

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche


      
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